Una delle forze più potenti che tendiamo tutti a proiettare sugli altri e sul mondo è la paura…
È a causa della paura che andiamo in cerca della felicità, che costruiamo imperi, che cerchiamo in tutti i modi di dimostrare agli altri di essere qualcuno e di valere, e sopratutto, la paura è la causa radice della guerra.
La paura sta alla base di tutte le emozioni negative, in particolare modo della rabbia e dell’odio.
Tutto inizia con un po’ di irritazione, con un pochino di rabbia, che poi finisce per diventare risentimento, ed alla fine si trasforma in odio.
Vedere, accettare, comprendere, e trascendere la paura, è una delle chiavi fondamentali dell’evoluzione interiore. La paura, e tutte le sue figlie, non ci permette di elevarci da dove siamo.
Dobbiamo capire cosa significhi lasciarsi la paura alle spalle, solo così capiremo il senso del grande Lavoro.
La paura è la madre di tutto l’odio e della violenza presente sulla terra.
Tutti hanno la possibilità di trasformare la rabbia e l’odio in amore, in consapevolezza e compassione, in equilibrio e armonia…se lo desiderano.
Non è importante cosa vediamo negli altri, su come noi vediamo gli altri, di cosa è presente in loro sotto forma di negatività, ma come tendiamo a rapportarci a loro.
Esiste solo un modo per farlo, mostrare loro attraverso il nostro esempio, e non parole, cosa significa il vero amore ed umiltà.
Forse, non funzionerà subito, ma con il tempo…
Tutti hanno un cuore sensibile sotto la corazza, e prima o poi, questo cuore verrà toccato dall’altrui esempio ed inizierà ad aprirsi.
Più saremo aperti, sinceri, e profondi con noi stessi, allora lo saremo anche con gli altri, e le altre persone lo sentiranno, e questo li aiuterà ad avere fiducia a loro volta.
Ma serve pazienza e tempo…
Serve cambiare il nostro stato di coscienza, prima di pretenderlo dagli altri.
Ci si muove secondo le aspettative proiettate, sogni, paure ed illusioni, non secondo consapevolezza e cuore.
Tutti siamo violenti in una maniera o nell’altra quando pretendiamo, quando ci aspettiamo un qualcosa, basta osservare le nostre reazioni alle aspettative deluse o infrante.
La base è sempre la paura di non ricevere abbastanza, amore, attenzione, riconoscimento.
Si comunica attraverso lo stato di coscienza, e non attraverso le parole, queste sono solo la cornice, ma ciò che passa…è lo stato interiore dell’individuo.
Si tende ad usare le parole per cercare di imbrogliare l’essere dell’altro attraverso delle dinamiche psicologiche, spesso, allo scopo di riuscire ad ottenere un qualcosa da chi ci interessa; puoi forse fregare la sua mente, ma non la sua Essenza.
Dovremo imparare a rapportarci attraverso l’Essere, e meno attraverso le parole.
Le parole non possono sostituire la presenza dell’Essere, semmai servono solo a gettare fumo negli occhi dell’altro: quando non sei, parli troppo o parli poco, perché in entrambe i casi, tu hai paura di aprirti a te stesso, alla tua natura interiore…simile al vuoto. Vuoto che spaventa a morte.
Nessuno è totalmente negativo e nessuno è totalmente positivo, ma possiamo fare sempre appello alla sua parte migliore, essendo migliori anche noi, più presenti e consapevoli, più pazienti ed amorevoli, e dall’altra parte, meno meccanici, meno paurosi, meno condizionati e negativi.
E nella misura in cui diventeremo sempre più coscienti, useremo sempre meno parole, ma quelle poche parole che useremo, saranno sempre più allineate con la realtà nel qui e ora, con ciò che serve il momento, non le useremo più per apparire, per dimostrare, per ottenere, per dominare, ma per sostenere l’attività dell’Essere.
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La Paura
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