Subscribe to Updates
Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.
Author: Roberto Potocniak
Essere sempre disponibili non è necessariamente una virtù. Spesso, al contrario, è il segnale di un’assenza di confini interiori. Quando una persona è costantemente accessibile, pronta a rispondere a ogni richiesta, a ogni bisogno e a ogni aspettativa altrui, può sembrare generosa, aperta e affidabile; ma dietro questa apparente virtù si nasconde talvolta una difficoltà più profonda: l’incapacità di riconoscere e proteggere il proprio spazio interiore. Dove non esistono confini chiari, prima o poi si finisce per diventare una risorsa da utilizzare, una presenza da consumare. Non necessariamente per cattiveria o malizia da parte degli altri, ma per una dinamica…
La dinamica tra carnefice e vittima appartiene interamente al mondo del sonno della coscienza. È una struttura psicologica che nasce e si sviluppa quando l’essere umano vive in uno stato di automatismo, dimentico di sé, scollegato dal proprio centro interiore. In queste condizioni le relazioni non sono più il luogo dell’incontro tra due individui consapevoli, ma diventano il teatro di compensazioni, bisogni irrisolti e dinamiche inconsce che si ripetono quasi meccanicamente. Per comprendere questa dinamica è necessario fare un passo indietro e osservare ciò che potremmo chiamare i “vuoti d’amore”. Alla radice di molte relazioni disfunzionali non troviamo cattiveria deliberata…
Una delle forze più potenti che tendiamo tutti a proiettare sugli altri e sul mondo è la paura… È a causa della paura che andiamo in cerca della felicità, che costruiamo imperi, che cerchiamo in tutti i modi di dimostrare agli altri di essere qualcuno e di valere, e sopratutto, la paura è la causa radice della guerra. La paura sta alla base di tutte le emozioni negative, in particolare modo della rabbia e dell’odio. Tutto inizia con un po’ di irritazione, con un pochino di rabbia, che poi finisce per diventare risentimento, ed alla fine si trasforma in odio.…
L’espressione «Lascia che i morti seppelliscano i morti», presente nel Vangelo secondo Matteo, è una delle frasi più enigmatiche e provocatorie della tradizione spirituale occidentale. A una lettura superficiale può apparire dura, persino crudele, come se invitasse all’indifferenza o al distacco dai propri simili. In realtà il suo significato è molto più profondo. Non è un invito al disprezzo, ma uno shock spirituale, una scossa destinata a svegliare l’essere umano dal torpore dell’automatismo. È una chiamata al risveglio. Quando questa frase viene pronunciata, non si riferisce alla morte biologica, ma a una condizione interiore. Il mondo è pieno di persone…