Non esiste gioia più grande di quella che nasce dall’essere pienamente se stessi, dal ritornare alla propria natura interiore, alla propria essenza, che è, nella sua profondità, gioia, libertà, presenza, amore e consapevolezza.
Ma per ritrovare ciò che siamo realmente dobbiamo avere il coraggio di lasciar cadere tutto ciò che non siamo. Tutto ciò che abbiamo costruito artificialmente, le maschere che abbiamo imparato a indossare, i ruoli nei quali ci siamo identificati, le convinzioni che abbiamo assorbito, le aspettative degli altri che abbiamo trasformato nelle nostre. Tutto ciò che la famiglia, la società, l’educazione e le nostre stesse paure hanno sovrapposto alla nostra natura originaria.
Il paradosso della ricerca interiore è proprio questo: non dobbiamo diventare qualcosa di diverso da ciò che siamo, ma liberarci da tutto ciò che ci impedisce di essere ciò che siamo.
Abbiamo trascorso gran parte della nostra vita a costruire una personalità, a cercare di diventare qualcuno, a ottenere approvazione, riconoscimento e amore. E spesso, nel tentativo di essere accettati dagli altri, abbiamo finito per allontanarci sempre di più da noi stessi.
Ecco perché il vero lavoro interiore non consiste nell’aggiungere continuamente qualcosa alla nostra persona, ma anche nell’imparare a togliere, a lasciar cadere, a smettere di alimentare ciò che è falso, artificiale, ipocrita e condizionato.
Chi realizza profondamente il proprio Essere scopre una gioia che non dipende dalle circostanze, una libertà che non ha bisogno del permesso di nessuno, un amore che non nasce dalla mancanza e una presenza che non ha bisogno di dimostrare nulla.
Non si tratta di costruire una nuova identità spirituale, magari più raffinata e affascinante di quella precedente. Sarebbe soltanto un’altra maschera, un’altra forma di artificio.
Si tratta di smettere di essere ciò che non siamo.
Perché la nostra natura più profonda non ha bisogno di essere inventata, approvata o costruita. Ha bisogno di essere riconosciuta, liberata e vissuta.
E forse la più grande realizzazione di un essere umano non è diventare qualcuno di straordinario, ma ritornare finalmente a essere se stesso, senza più nulla da fingere, nulla da dimostrare e nulla da difendere.
Non devi diventare qualcun altro per essere felice. Devi smettere di tradire ciò che sei.
Roberto Potocniak
